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Cinespresso | December 16, 2017

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Chef Rubio: da zero a centomila. “Ma i miracoli non esistono”

Chef Rubio: da zero a centomila. “Ma i miracoli non esistono”
Redazione
  • On 6 ottobre 2013
  • http://www.cinespresso.com

Gabriele Rubini aka Chef Rubio, di Frascati, 30 anni, altezza 187, peso 104. Segni particolari: tenacia e applicazione perché “I miracoli non esistono”

Intervistare lo chef più gettonato del momento ti può gettare nel panico. Ma il vantaggio, quello che gli altri non hanno, è che prima che l’onda del successo lo travolgesse, lo avevamo già incontrato. Era uno chef zaino in spalla. Poi c’è stata la serie televisiva Unti & Bisunti in onda sul canale Dmax, e Gabriele Rubini aka Chef Rubio è passato nel giro di pochi mesi dall’anonimato alla fama. Merito del mix di simpatia, spontaneità, sex appeal e cibo di strada. Oggi Rubio ha più di 100.000 fan sulla sua pagina Facebook.

Scopriamo allora cosa è cambiato nella sua vita, ora che ha conosciuto il successo che tanti desiderano.

Passi per un onnivoro, con forti preferenze carnivore. Ma cosa ti piace davvero mangiare?

Tutto. Dalle verdure crude senza condimento alle zuppe, dalla carne cruda al brasato di guancia. Non ho una cosa che prediligo. Non amo lo zucchero e il sale in eccesso. Preferisco mangiare gli alimenti per quello che sono visto che contengono una loro sapidità naturale.

Qual è la cosa che ti riesce meglio cucinare?

Dipende… ancora non lo so… Mi sono appena affacciato in questo mondo e per come sono fatto io, ti direi nulla, visto il mio perfezionismo. Però potresti chiederlo ai miei commensali.

Il cibo che ti consola?

Mangio per fame o per godere del cibo, non per colmare carenze affettive, però l’Unagi don -un piatto giapponese a base di anguilla e riso- mi rimette in pace col mondo.

La musica che ti accompagna?

Quella del momento. Ora sto ascoltando i Flobots.

Le vacanze più belle?

Quelle che ancora devono venire. Vorrei andare nel Sud-Est Asiatico o in Sud America.

Gli amici che sono restati e quelli che se ne sono andati?

Quelli veri sono sempre presenti. Le comparse invece vanno e vengono, ma il bello è quello: tu ti nutri di loro e loro di te, in un libero scambio.

La cosa che detesti della TV?

Detestavo, visto che non ce l’ho. La monotonia ma soprattutto quelli che la guardano come unico credo e non come stimolo. Sono questi che creano i finti miti della TV.

I soldi quanto contano?

Se non ci sono: è un male. Se ci sono vanno spesi per se stessi e gli altri. Quando ne ho pochi mi adatto e mi limito senza rammarichi, quando ne ho un po’ di più li spendo in viaggi e cibo.

Il successo che valore ha?

Ha un valore forte solo per chi lo insegue e non per chi lo vive fatalmente. Se non leggessi tutti i complimenti che ricevo da mesi a questa parte, non crederei al successo, di cui parli. Per il momento il mio vero successo è stato quello di riuscire a fare ciò che amo, dopo anni di sacrifici, e a modo io.

Il sesso: sicuramente più facile. Ma l’amore?

“C’era una volta l’amore ma ho dovuto ammazzarlo”… Uno dei miei libri preferiti.

Citazioni a parte, l’amore esiste ma ha molteplici forme intensità e durata. Di certo non è eterno: come tutte le cose nasce, cresce e finisce. Questo è il bello. Per me l’uomo è un animale sociale e poligamo.

Il talento. Sei un miracolato dalla TV?

Miracolato è chi non viene messo sotto sulle strisce pedonali durante una corsa di macchine clandestine fra ciechi. Tutto quello che ho ottenuto fino ad oggi me lo sono meritato: successi e insuccessi. La fortuna non esiste, né tanto meno i miracoli. Esistono la tenacia, l’applicazione e l‘intelligenza. La TV è un mezzo come un altro per comunicare. Oggi c’è, domani non c’è più…

Amen (per ritornare ai miracoli).

Stefania Ruggeri

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