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Cinespresso | December 9, 2019

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Quando il Portogallo sa di petisco 1/2

Quando il Portogallo sa di petisco 1/2
Francesco Di Brigida

A Portimao si svolge la Rota do Petisco, un tour gastronomico attraverso 70 tra ristoranti, tavole calde e caffè della città portuale più importante dell’Algarve. Ne abbiamo percorso alcune tappe

A separarlo dal resto del Portogallo a nord è soltanto l’Alentejo, la regione delle querce da sughero. L’Algarve a sud guarda invece al Marocco bagnandosi con l’Atlantico più caldo e docile. Tanto da farlo assomigliare nelle sue spiagge e calette alla nostra Sardegna. Nel mezzo della costa sorge Portimao, celebre per il suo circuito motociclistico sì, ma dalle risorse turistiche, naturalistiche e culturali ancora sconosciute a tanti viaggiatori italici.

Tra queste spicca da un paio d’anni un evento: la Rota do Petisco. Dal 6 settembre al 13 ottobre 70 attività di food offrono a un prezzo fisso bassissimo il loro migliore petisco. Tradotto alla lettera sarebbe “stuzzichino”, “Rotta dello Stuzzichino” quindi, ma è per i portoghesi un antipasto, una sorta di tapas. Un piattino di carne, pesce o zuppa (sopa), o semplicemente un dolce al cucchiaio accompagnato da una bevanda o da un bicchiere di vino, a precedere o a chiudere nel caso del dessert un ricco pasto. Una rotta del gusto tutta lusitana pensata e organizzata dall’associazione culturale Teia d’Impulsos.

Sulla riviera del Rio Arade capita di imbattersi in ristoranti come Ù Venâncio, che offre a 2,50 euro (come tutti i petisco salati, perché i dolci stanno solo a 2 euro invece) un bicchiere di bianco frizzante e la Feijoada de Gambas (fagiolata di gamberi), sostanziosa e saporita, dall’accostamento arduo ma sorprendentemente azzeccato con puntine di pancetta, o a pochi metri tra gli archi delle antiche mura cittadine di Forte & Feio (il nome, ironico, del ristorante per noi sarebbe Forte e Brutto) si può ordinare una Papinha de Berbigão (polentina con fasolari) accompagnata da filetti di sardina fritti.

Alla Taberna da Maré, pochi metri dopo, si legge invece sulla locandina all’ingresso: Sopa de Peixe com copo de vinho tinto (zuppa di pesce con bicchiere di vino rosso). Le minestre in Portogallo sono un petisco fondamentale. In ogni ristorante, tavola calda o caffè che si rispetti si possono provare nelle più diverse variazioni. Un grande classico in tutto il Paese è il gustoso Caldo Verde, una zuppa di cavolo portoghese arricchita da una fettina di chouriço, salame lusitano alla paprika dolce. La tavola calda A Merendeira, nel cuore della movida portimonense a due passi dal Casinò, lo serve insieme all’immancabile vinho tinto e al Pão com Chouriço, un panino di pasta per pizza cotto a legna, fumante, e con dentro un cuore del caratteristico affettato dal colore rosso sangue.

Proseguendo dalle parti del Porto Turistico ristorantini e bistrot si alternano a negozi brandizzati dalle più celebri infradito brasiliane fino ad arrivare su una lunga passerella pedonale che disegna sulla spiaggia un sinuoso percorso su assi di legno. Qui il rumore più forte è quello ancora lontano decine di metri della risacca oceanica, su questa costa molto più silenziosa che in quelle occidentali. I punti di ristoro sono strutture in legno e acciaio che guardano l’oceano lasciandosi arroccati alle spalle il movimento della vita notturna e le luci delle insegne.

Siamo a Praia da Rocha, una distesa di sabbia chilometrica che durante il giorno si fa ammirare sorniona insieme ai suoi faraglioni durante l’assaggio nel Restaurante  Atlântico del Maçarico à Atlântico, una bruschetta di pomodoro peperone e cipolla a crudo gradevolmente decorata d’insalata e nobilitata da polpa di sardine alla brace. E tornando nel centro della città il dessert non è da meno alla Casa InglesaQuejinho de Figo accompagnato dalla Ginjinha, un dolcino di fichi secchi e mandorle il primo e il famoso liquore di amarena originario di Lisbona la seconda sono il dolce petisco di questa caffetteria.

La Rota è anche un’occasione d’intrattenimento con teatro di strada e musica nelle piazze animate da diversi gruppi di artisti. Mentre Teia d’Impulsos utilizza l’evento anche per raccogliere fondi a scopi benefici.

Continua…

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