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Cinespresso | December 9, 2019

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Sinestesia tra Alessio Boni e Giorgia Wurth

Sinestesia tra Alessio Boni e Giorgia Wurth
Francesco Di Brigida

Review Overview

Cast
7
Regia
6,5
Script
7

Rating

La sceneggiatura c’è, e anche il cast. Ma la regia, seppur lucida e abbastanza matura soffre per una fotografia un po’ piatta.

Anno: 2010 Durata: 91′ Distribuzione: Praesens Film Genere: Drammatico Nazionalità: Svizzera Produzione: Imagofilm, RSI Radiotelevisione Svizzera Regia: Erik Bernasconi

Due uomini, due donne, un brutto incidente, una sedia a rotelle e le imprevedibili relazioni umane nell’esordio del regista svizzero Bernasconi. Al Nuovo Cinema Aquila di Roma fino al 15 settembre

A tre anni dal successo riscosso nei cinema elvetici, torna in Italia la prima regia di Erik Bernasconi. Il Nuovo Cinema Aquila di Roma propone, purtroppo in solitaria per lo Stivale, la pellicola che vede protagonisti Alessio Boni nei panni del disabile Alan e Giorgia Wurth in quelli della moglie Françoise. Il quartetto è completato da Leonardo Nigro e Melanie Winiger, Igor l’inseparabile amico il primo, e Michela l’amante. Entrambi di Alan.

Bernasconi ha le idee chiare con la divisione della sceneggiatura in quattro capitoli che sono i punti di vista dei protagonisti in una staffetta temporale rivolta al prima e al dopo, molto dopo, l’incidente che porta Alan sulla carrozzina. Una circolarità armonica nel narrare una storia di sentimenti e relazioni piacevolmente razionale e consapevole da parte del regista, autore anche dello script. Ci sono amicizia, amore, tradimento, comprensione, solidarietà, perdono. E c’è un cast piuttosto in forma per il pubblico svizzero. Forse per il nostro ethos, in Italia verrebbe richiesta ancora più energia. Ma agli antropologi queste disquisizioni.

Boni fa un buon lavoro cercando il suo character tra raggi di ruota, braccia forti ma gentili e gambe molli, mentre la Wurth si muove quasi inconsapevolmente sul filo della tensione sottopelle di una donna tradita, ma innamorata e generosa fino a una caparbietà vincente. Chi a sorpresa si rivela come talento da tenere d’occhio è Leonardo Nigro. Il suo Igor è l’amico pasticcione e in sovrappeso di Alan, che durante una cena tête-à-tête cadrà tra le braccia della sua bella in una maniera imprevista.

La sceneggiatura di Sinestesia c’è, e anche il cast. Ma la regia, seppur lucida e abbastanza matura soffre per una fotografia un po’ piatta. Forse il vivacizzare di più i colori e le profondità offerte delle location alpine avrebbe offerto una migliore resa estetica, tra l’altro anche avvicinandolo ancor di più visivamente alle sinestesie delle quali parla. Fiocco anche di sola presentazione che nel Belpaese tante volte costituisce il gap tra piccole produzioni che decollano e altre che languono.

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