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Cinespresso | November 21, 2017

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“La cospirazione del litio” al Flaiano Film Festival

“La cospirazione del litio” al Flaiano Film Festival
Francesco Di Brigida

Review Overview

Cast
6.5
Regia
6.5
Script
7.5

Rating

Un discreto film al quale molti autori e produttori di casa nostra potrebbero guardare per evolvere e migliorare il proprio modo di scrivere il cinema

Anno: 2012 Durata: 105’ Genere: Thriller Nazionalità: Italia Produzione: Emme Cinema & TV, Rai Cinema, Film Commission Torino – Piemonte, Regione Piemonte, MiBac Regia: Davide Marengo

The lithium cospiracy, il bank thriller in concorso al Premio Flaiano girato tra Londra, Cartagena e Salar de Uyuni, in Bolivia

È arrivato ieri sugli schermi del Flaiano anche quest’ultimo thriller di Davide Marengo. L’originalissimo plot tratto dal romanzo di Tullio Avoledo, Breve storia di lunghi tradimenti, è un raggio di luce per il panorama italiano. Si parla degli intrighi finanziari internazionali che penetrano i governi dei paesi in via di sviluppo con il “pacifico” uso della corruzione allo scopo di impadronirsi di fonti energetiche alternative, ma senza lo scrupolo di provocare danni ambientali collaterali, disastrosi per i popoli inconsapevoli di essere stati venduti al “migliore” offerente.

Giulio Rovedo, un Guido Caprino convincente ma con meno energia del protagonista del Commissario Manara, è l’avvocato della piccola Banca Lario, della quale fa sacco attraverso un’improvvisa azione finanziaria la potente Newlight. Da qui il suo nuovo capo, Cecilia Schwartz, una glaciale e interessante Carolina Crescentini lo porterà in Sud America coinvolgendolo in un grosso affare, misterioso quanto pericoloso.

Si innesca un bel meccanismo narrativo che va a coinvolgere la moglie Valeria in procinto di lasciare Giulio, impersonata da una brava Maya Sansa, Philippe Leroy nei panni del multimilionario Milton padrone della Newlight, Ennio Fantastichini e Francesco Pannofino, dirigenti della Banca Lario e Flora Martinez, e Mabel, fiduciosa rivoluzionaria sotto le mentite spoglie di guida turistica per dirigenti bancari a Queimada. Il cast è arricchito anche da Paolo Calabresi, Nino Frassica e da un divertente Franco Ravera (peraltro già apprezzato al Flaiano Film Festival in La città ideale, ndr).

L’originalità di questo quarto film di Marengo sta anche nell’azione che si sviluppa non solo tra due continenti e diversi paesi. Ci sono intrecci narrativi a più dimensioni e scene d’inseguimento che fanno pensare a film d’oltralpe o americani. E nei contenuti si spazia passando sì per le difficili relazioni di coppia, ma partendo dall’alta finanza per arrivare all’ambiente, alzando non di poco l’asticella della non futilità, che invece tante volte rimane quasi a terra.

The lithium cospiracy nonostante una tensione non sempre esercitata al massimo sullo spettatore è un discreto film al quale molti autori e produttori di casa nostra potrebbero guardare per evolvere e migliorare il proprio modo di scrivere il cinema.

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